Festival of Festivals
Nuova energia per la cultura
cinema, teatro, culture, scienze
Perché i festival culturali hanno tanto successo?
Si parla di disgregazione della società, di generazioni sempre più individualiste, di una fruizione culturale che, a seguito della rivoluzione digitale, ha frammentato i consumi consentendo a ciascuno di personalizzare il palinsesto delle proprie passioni, finendo il più delle volte per fruire dei contenuti culturali singolarmente nello spazio domestico. Mentre tutti i trend nazionali e internazionali raccontano di un'impennata delle ore pro capite passate davanti ad un video o a navigare in internet, c'è un dato che apparentemente potrebbe sembrare in completa controtendenza: sta infatti crescendo, visti i dati è un vero e proprio boom, il fenomeno della fruizione culturale collettiva negli eventi.
Soprattutto i festival, che in questi giorni si danno appuntamento a Bologna a Festival of Festival (la seconda edizione del congresso dedicato agli operatori del settore), sembrano vivere una stagione di grande vivacità e protagonismo.
Si tratta di un'onda montante o di una moda passeggera? La prima ricerca dell'Osservatorio degli Eventi Culturali di Festival of Festivals ha cercato di rispondere a questa domanda con chiarezza. Le ragioni di questo successo sembrano dipendere non tanto dai festival in sé, ma dalla convergenza di alcuni fattori che hanno finito per valorizzare alcuni elementi che proprio nei festival trovano la loro applicazione più efficace. Non è dunque merito dei festival (o non solo), ma sono proprio questi ad interpretare al meglio alcune delle nuove linee culturali dell'entertainment.
Negli ultimi anni i festival in Italia spuntano come funghi e non si tratta solo di doppioni o repliche di manifestazioni già esistenti, sono decine infatti i nuovi concept culturali che dal 2000 ad oggi hanno attecchito con successo ai quattro angoli del Paese: dai festival di parola (letteratura, poesia, racconti di viaggio) ai festival dei nuovi formati dell'entertainment e della comunicazione (serie Tv, immagini digitali, film per cellulari, blog). Al contempo anche le manifestazioni più tradizionali (teatro, musica, cinema) sembrano non risentire della concorrenza dei nuovi nati e continuano a prosperare vedendo crescere sia l'interesse dei media che il numero degli spettatori.
Quali sono dunque gli elementi principali alla base di questo successo?
Senza dubbio il fenomeno, che è stato riconosciuto e comincia ad essere analizzato a livello internazionale, si basa su una semplice constatazione: i nuovi cittadini di un mondo sempre più digitale hanno a portata di click l'accesso quotidiano ad una quantità di proposte culturali prima impensabili. Di fronte alla sterminata quantità di testi, film, performance e brani musicali ognuno di noi finisce, come fruitore, per avere la necessità di punti di riferimento. Accecati dalla quantità insostenibile di dati e prodotti a cui le nuove tecnologie di distribuzione digitale televisiva e web ci sottopongono, finiamo per essere guidati dalla stella polare dei brand culturali capaci di interpretare al meglio le nostre passioni e i nostri gusti. Ed è proprio attraverso la lente dei festival che spesso il consumatore di cultura riesce a dare un senso compiuto e meno caotico alle proprie visioni. Il brand cultrale diventa una sorta di filo rosso su cui inanellare letture, visioni ed esperienze. L'aspetto poi della fruizione collettiva, che i festival offrono, è in grado di controbilanciare al meglio la quotidianità delle fruizioni private, concretizzandone nel qui ed ora dell'evento pubblico collettivo gli elementi di irripetibilità e impermanenza che ne fanno un elemento memorabile e condiviso.
In un mondo in cui milioni di persone possono guardare su You Tube lo stesso filmato, che subito dopo finirà condannato all'oblio in mezzo agli altri, la partecipazione fisica ad un evento irripetibile che ci permette di dire "io c'ero" diventa un elemento identitario con valori unici.
Poi, per quanto riguarda l'Italia, emerge chiaramente che i valori della fruizione collettiva vengono esaltati dalla qualità dei territorio che li ospita, arricchendo l'esperienza di un incontro o di uno spettacolo con la bellezza dei luoghi, dei piaceri della tavola e con l'immersione nella storia e nella cultura di un territorio.
Alla capacità di interpretare queste nuove esigenze dei fruitori, i festival aggiungono alcune caratteristiche che ne fanno anche lo strumento più duttile ed efficace di interpretazione del momento economico e produttivo.
La capacità dei festival di essere glocali, capaci di interpretare e dislocarsi ovunque sui territori coinvolgendo e comunicando, anche dalla provincia più sperduta, ad un pubblico molto lontano. La duttilità dei festival a costruirsi come progetto coerente capace di accrescere o limitare i propri investimenti in sintonia con i cicli economici e ancora la velocità con cui nell'arco di pochi mesi l'investimento in un festival può portare risultati. Quest'ultimo elemento ne fa strumenti incredibilmente concorrenziali in un momento di crisi economica in cui molti enti e istituzioni pubbliche e private vedono limitate le loro capacità di investimento e programmazione e quindi meno accessibili progetti culturali di lunga gittata come musei, archivi, spazi di programmazione culturale permanenti. Al contempo la ciclicità dei festival, in un sistema di comunicazione dominato dal marketing, interpreta alla perfezione l'esigenza di valorizzare la comunicazione e i valori di un brand che verrebbero altrimenti dissipati da eventi one shot slegati dal territorio e non replicabili.
Sono numerosi dunque i punti di forza che fanno oggi dei festival uno strumento ed un momento privilegiato di fruizione e distribuzione culturale.
Festival of Festivals, dal canto suo, si sta impegnando ad analizzare e raccontare questa occasione. Agli investitori pubblici e privati chiede di cogliere questa grande opportunità di comunicazione e di condivisione di valori, nel segno della cultura e della qualità. Ai festival, infine, il compito di saper interpretare al meglio questo fortunato momento, capitalizzando le occasioni e le energie a loro disposizione.
Andrea Romeo
General Manager
Festival of Festivals
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